Ascoltare e Comunicare le emozioni – l’importanza di migliorare la conoscenza di se stessi e degli altri.

Il 5 novembre parte il corso “Ascoltare e comunicare le emozioni”. Le iscrizioni sono aperte e i posti sono limitati, per informazioni potete contattarmi da qui o direttamente dal form di contatto del blog.

L’obiettivo degli incontri è quello di riconoscere meglio le proprie emozioni, imparare a nominarle, ad osservare come funzionano, allo scopo di comprendere meglio oltre che se stessi, gli altri e quindi comunicare meglio.

Ogni lezione ha come tema una domanda a cui cercheremo di dare risposte, attraverso una prima parte di attività esperienziale che si svolgerà grazie ad esercizi e giochi, una seconda parte di briefing e spiegazione teorica dell’attività svolta, una terza parte di discussione e confronto di gruppo sulle situazioni che ci mettono in difficoltà nella vita quotidiana.

Perchè è utile?

Secondo Cornoldi la Metacognizione è la conoscenza che noi abbiamo su come funziona la nostra mente e quella degli altri, unita all’uso che si fa di questa conoscenza. Provando a calare questo concetto astratto nella realtà, la metacognizione consiste nella nostra capacità di dare un nome e un significato a quello che accade dentro di noi, nella nostra mente e in quella altrui, ovvero la capacità di riflettere sul perchè e, soprattutto sul come, facciamo le cose: riflettere sul metodo di studio (come tanti di noi hanno fatto a scuola o stanno facendo ora seguendo l’attività scolastica dei figli) è un esempio di attività metacognitiva.

Nel nostro modo abituale e quotidiano di vivere la vita, le relazioni e gli eventi che si parano davanti a noi e alla nostra coscienza, ci poniamo avendo dentro di noi quello che Bruno Bara definisce “pattern somato-cognitivo-affettivo”, ovvero un insieme di emozioni, di sensazioni corporee, pensieri, immagini, ricordi, tutti costruiti nel passato più o meno recente, che determinano il modo in cui percepiamo un gesto dell’altro e attraverso il quale reagiamo agli eventi. Ogni istante della nostra vita assomiglia molto a quanto accade in questa scena di Ratatouille, ma in modi diversi: introdursi in un gruppo di persone che conosciamo poco e che stanno parlando di qualcosa che non capiamo, avere un diverbio al lavoro, litigare con qualcuno dei nostri familiari che ci fa sentire in età adulta, esattamente come alle elementari, e così via.

Questi pattern, che in altri scritti ho definito con il termine “immediatezza”, ci appaiono non come una caratteristica nostra, ma come una caratteristica che appartiene alla realtà. Alle volte le persone che amiamo si chiudono e noi non sappiamo che significato dare a questo comportamento, o passiamo direttamente al sentirci abbandonati. E’ davvero così? Sono gli altri ad essere deludenti o siamo noi ad essere “deludibili”? Aumentare le nostre capacità metacognitive significa osservare come sono fatte le nostre emozioni, quali sono gli “ingredienti” che compongono l’immediatezza, come ci comportiamo quando ci emozioniamo in un certo modo e distinguere quello che appartiene al nostro patrimonio di conoscenze metacognitive da quello che appartiene alla realtà.

Lo scopo del corso è di iniziare a dipanare la nebbia che circonda il comportamento nostro e altrui, per arrivare a rendere le nostre emozioni “pensabili, dicibili, condivisibili”.

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